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Crisi Amt, continua lo scontro frontale tra Pd e Vince Liguria: «La Regione metta più soldi». «Li sta già mettendo»

I vertici liguri del Partito Democratico chiedono un intervento straordinario per evitare riduzioni del servizio nella Città metropolitana. Vince Liguria respinge le accuse e invita il partito a confrontarsi direttamente con i sindaci

La crisi di Amt accende un nuovo scontro politico tra Partito Democratico e Vince Liguria. Al centro del confronto ci sono le risorse necessarie per mantenere il servizio di trasporto pubblico a Genova e nei Comuni della Città metropolitana, dopo le preoccupazioni espresse dai sindaci dell’entroterra davanti all’ipotesi di tagliare corse e collegamenti.

Il segretario regionale del Pd Davide Natale, il segretario metropolitano Francesco Tognoni e il segretario del Tigullio Antonio Bertani chiedono alla Regione Liguria di finanziare un intervento straordinario. Secondo i tre esponenti, non sarebbe possibile lasciare esclusivamente al Comune di Genova, alla Città metropolitana e alle amministrazioni locali il compito di trovare le risorse necessarie.

«La Regione Liguria deve fare la propria parte. Non è accettabile lasciare ai Comuni e alla Città metropolitana il peso della copertura finanziaria e della tenuta del trasporto pubblico locale, soprattutto in una situazione così delicata», dichiarano Natale, Tognoni e Bertani.

Per i rappresentanti del Partito Democratico, la situazione attuale sarebbe il risultato delle scelte compiute durante i dieci anni delle amministrazioni guidate da Marco Bucci e Giovanni Toti. Le difficoltà economiche e organizzative, sostengono, si sarebbero aggravate progressivamente fino a rendere necessario un intervento condiviso tra tutti i livelli istituzionali.

La richiesta riguarda in particolare il servizio extraurbano, essenziale per i collegamenti delle vallate e dei piccoli centri con Genova. Molti Comuni non avrebbero infatti la capacità economica di compensare con risorse proprie le eventuali riduzioni delle percorrenze o l’aumento dei contributi richiesti.

Secondo Davide Natale, Francesco Tognoni e Antonio Bertani, l’anticipazione regionale delle somme provenienti dal Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale può rappresentare un aiuto nell’immediato, ma non risolve il problema. Si tratta infatti di risorse già destinate al settore e non di un finanziamento aggiuntivo capace di rafforzare stabilmente l’offerta.

«Serve un intervento straordinario e servono più risorse per il trasporto pubblico locale. Il silenzio della Regione è assordante», affermano i tre esponenti del Pd, secondo i quali garantire collegamenti adeguati non può essere considerato un problema esclusivo degli enti locali.

La risposta di Vince Liguria è arrivata a stretto giro. Il gruppo che sostiene la Giunta regionale respinge l’accusa di disimpegno e sostiene che la Regione sia, al contrario, l’unica istituzione ad avere già garantito concretamente il proprio contributo.

«Il Partito Democratico chiede alla Regione di fare la propria parte. Peccato che, sui conti di Amt, sia l’unica che la sta già facendo. Chiedete ai sindaci e capirete», replica Vince Liguria.

Il gruppo regionale accusa quindi il Pd di offrire ai cittadini una rappresentazione incompleta della vicenda. La polemica si inserisce in un confronto già molto teso sul futuro dell’azienda e sulla distribuzione dei costi necessari a mantenere autobus e collegamenti, soprattutto nelle zone meno densamente popolate.

Rimane aperta la questione principale: individuare risorse sufficienti per garantire il servizio senza trasferire sui piccoli Comuni una spesa che molti bilanci locali non sarebbero in grado di sostenere. Il confronto politico è destinato a proseguire mentre Amt, Comune, Città metropolitana, Regione e amministrazioni dell’entroterra cercano un’intesa capace di scongiurare i tagli più pesanti.


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